Johann Gottlieb Fichte e la filosofia della Massoneria

Johann Gottlieb Fichte e la filosofia della Massoneria

L'uomo e il filosofo
Johann Gottlieb Fichte (1762-1814) è uno dei più grandi filosofi idealisti della fine del XVIII e dell'inizio del XIX secolo. Nato a Rammenau, nell'Alta Lusazia, il 19 maggio 1762, figlio di un tessitore di nastri, crebbe in circostanze modeste ma ricevette un'eccellente educazione presso la celebre scuola di Pforta e alle università di Jena e Lipsia.

 

 

Un uomo preparato nel cuore a essere Massone
Un episodio dell'infanzia illumina il carattere fondamentale di Fichte. Da bambino, aveva il compito di badare a un gregge di oche. Qualcuno gli aveva regalato un libro illustrato di mitologia greca e storie eroiche. Un giorno, assorto nella lettura, si accorse che le oche stavano disperdendosi. Balzò in piedi, le radunò, e poi, scosso dal momentaneo trascurare del proprio dovere, gettò via il libro che lo aveva tentato a disattendere il suo compito.
Questo episodio rivela quella che Roscoe Pound, nella sua introduzione alla traduzione inglese delle Lettere a Constant, definisce la caratteristica fondamentale di Fichte:
"The high and stern sense of duty which characterized him throughout life" (L'alto e severo senso del dovere che lo caratterizzò per tutta la vita).

Come osserva Pound citando Émile Faguet:
"A philosopher, however eminent, setting out his system, is only a man who is explaining his own character and perhaps his temperament." (Un filosofo, per quanto eminente, che espone il suo sistema, non fa altro che spiegare il proprio carattere e forse il proprio temperamento.)

E conclude Pound:
"In Fichte we have a man prepared in his heart to be a Mason." (In Fichte abbiamo un uomo preparato nel cuore ad essere Massone.)

Il pensiero filosofico
La svolta nella vita di Fichte avvenne quando visitò Kant a Königsberg. Per attirare l'attenzione del grande filosofo, scrisse un saggio intitolato "Versuch einer Kritik aller Offenbarung" (Saggio verso una critica di ogni rivelazione), in cui applicava i principi della filosofia critica kantiana all'indagine delle condizioni in cui la credenza religiosa era possibile. Kant approvò il saggio e aiutò a trovare un editore. Il libro fu pubblicato anonimo nel 1792 e fu generalmente attribuito a Kant stesso. Quando quest'ultimo corresse l'errore e lodò il saggio, la reputazione di Fichte fu stabilita.
Nel 1793 divenne professore di filosofia a Jena, dove si rivelò immediatamente un insegnante eccezionale. Durante i successivi cinque anni pubblicò una serie di opere che costituiscono il suo sistema filosofico. Nel 1798, però, una controversia teologica lo costrinse a dimettersi e a trasferirsi a Berlino.
Alla fondazione dell'Università di Berlino, di cui aveva redatto il progetto, ne divenne il primo rettore (1810-1812). Morì il 27 gennaio 1814, a soli cinquantadue anni, di tifo durante una delle epidemie che accompagnarono le guerre napoleoniche.
Il problema fondamentale della filosofia, secondo Fichte, nasce dalla constatazione che, accanto alle idee della coscienza individuale che vanno e vengono volontariamente e contingentemente, esistono idee di un altro tipo che si mantengono stabili e sono caratterizzate da un sentimento di necessità. Il sistema di quelle idee che emergono con un sentimento di necessità è chiamato esperienza. Sorge dunque il problema: qual è la base dell'esperienza?
Fichte sostiene che esistono due modi per risolvere questo problema. Poiché l'esperienza è un'attività della coscienza diretta verso oggetti, essa deve derivare, e può derivare soltanto, o dalle cose o dalla coscienza.
La soluzione che parte dalle cose Fichte la chiama dogmatismo. Questa considera la coscienza come prodotta dalle cose e conduce al fatalismo e al materialismo.
La soluzione che parte dalla coscienza è chiamata idealismo. Questa considera le cose come prodotti della coscienza e la coscienza come una funzione libera determinata solo da se stessa.
Le due soluzioni, per Fichte, sono inconciliabili. Se non si vuole cadere vittima della disperazione scettica, si deve scegliere l'una o l'altra. Poiché ciascuna è un sistema coerente, quale sistema si sceglierà dipende da che tipo di uomo si è. L'interesse etico di Fichte lo inclinava naturalmente verso l'idealismo.
L'io assoluto (cioè incondizionato) da cui tutti gli io individuali derivano, Fichte lo definisce come la volontà morale dell'universo. È Dio, da cui tutti gli io individuali sono scaturiti e in cui sono inclusi. Come Fichte stesso afferma:
"Knowledge is not mere knowledge of itself, but knowledge of being, and of the one being that truly exists, that is, God." (La conoscenza non è mera conoscenza di se stessa, ma conoscenza dell'essere, e dell'unico essere che veramente esiste, cioè Dio.)

La carriera massonica
Fichte fu iniziato alla Massoneria a Zurigo nel 1793, lo stesso anno in cui si recò a Jena come professore. Ma a Jena non esisteva alcuna loggia dal 1764, così si affiliò alla Loggia Gunther del Leone Rampante a Rudolstadt (in Turingia, a 18 miglia da Jena), di cui il principe regnante era patrono.
Quando si trasferì a Berlino nel 1799, incontrò Ignaz Aurelius Fessler, il Gran Maestro Aggiunto della Gran Loggia Royal York dell'Amicizia, nella quale Fichte divenne presto attivo. Fessler intraprese una riforma approfondita del sistema rituale, elaborando un rito di nove gradi che gli studiosi massonici concordano essere stato il più dotto e filosofico di tutti i sistemi massonici, per il quale Fichte collaborò sul lato filosofico.

Il concetto di Bildung
Pound avverte che in inglese non esiste un termine che corrisponda esattamente alla parola tedesca Bildung, che appare costantemente nelle lettere:
"Primarily in such connections it means the shaping or creating of a cultivated man. But it may mean culture, civilization, education, training, or, in composition, development." (Principalmente in tali connessioni significa la formazione o creazione di un uomo colto. Ma può significare cultura, civiltà, educazione, addestramento, o, in composizione, sviluppo).
Nelle traduzioni italiane abbiamo generalmente reso Bildung con "formazione", tenendo presente che si tratta del concetto centrale della filosofia massonica di Fichte: la formazione integrale dell'essere umano (reinmenschliche Bildung), che rimuove l'unilateralità (Einseitigkeit) prodotta dalla divisione del lavoro nella società.

La Redazione

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