Il potere della parola. Che cosa significa essere massoni

Il potere della parola. Che cosa significa essere massoni

Che cos'è lo scalpello? Che cosa risuona in voi? Quale immagine evoca nella vostra mente?
Il profano penserà a uno strumento di lavoro, oppure un ferro, una punta, un colpo secco sulla pietra. Forse la mano di un operaio. Forse un gesto di forza.
Per un massone è qualcosa di più: non è solo un oggetto, ma diventa un'azione. Il gesto con cui si dà forma alla pietra. Ma è soprattutto: separare il superfluo dall'essenziale.
Ma sappiamo cosa significa davvero scalpello? Oppure, forse, scambiamo l'immagine per il significato?

 

 

E lo stesso possiamo dire per la parola, il più importante strumento del massone.
Ma attenzione: così come lo scalpello non è mai soltanto la sua immagine, così la Parola non è mai univoca. La Parola non è mai neutra.
E qui Michel Foucault ci mette in guardia: il potere più insidioso non è nel proibire, ma nel definire. Nel fornire uno strumento e dire, implicitamente: questo è uno scalpello, usalo cosi Il potere della parola forgia le categorie del pensiero. Ogni parola che usiamo plasma la nostra mente.
Ma se per i massoni, artigiani del Sé, lo scalpello può essere deformato dalla prima immagine che affiora, immaginiamo cosa accade alle parole con cui il mondo parla - e con cui noi rispondiamo - e parliamo a noi stessi.
In questo Roland Barthes ci avverte: quella prima immagine che vi è venuta in mente è il mito. È il significato che il contesto ha collegato alla parola, togliendole storia, complessità, rivoluzione. Un velo che copre la complessità, che svuota la parola, rendendola ovvia, inoffensiva. Ha reso lo "scalpello" banale, naturale, addomesticato.
La parola può costruire, distruggere o annichilire. Può liberare, incatenare o svuotare. Può diventare strumento di verità o di abitudine invisibile. E allora, che cosa significa questo oggi? In una società inondata dal linguaggio, dove tutto è parola: dai lemmi alle icone, dagli slogan alle immagini. Una società mitopoietica in cui il linguaggio non descrive soltanto, ma crea realtà, forgia identità, stabilisce confini.
Che cosa significa, dunque, essere massoni oggi, in questo specifico contesto? Significa riconoscere il potere della Parola. Significa maneggiarla con consapevolezza. Significa separare, in essa, il superfluo dall'essenziale. Restituirle il suo potenziale puro. E qui comincia il vero lavoro: non accettare il mito, dell'immagine associata. Non lasciare che scalpello o Parola diventino miti vuoti, ma separare, sempre, l'origine dalla maschera. Non accettare l'immagine ovvia. Non cedere mai al mito.
Ma il compito del massone è un altro: è fare, con ogni parola del mondo. ciò che abbiamo appena realizzato con la parola scalpello: osservare il primo significato che emerge, farlo risuonare nel silenzio e poi usare la consapevolezza come "scalpello" per separare l'abitudine dal potenziale puro.
Ricordiamoci: noi non possediamo mai lo scalpello. Ne siamo custodi. Siamo Custodi del suo significato, mai definitivo, sempre vivo.
Essere Massoni oggi significa riconoscere che il linguaggio lascia sempre delle tracce. Impone posture. Modella visioni del mondo.
In questo gesto si cela il nostro ruolo quotidiano: rendere visibile ciò che è invisibile ed in questo offrire all'altro la possibilità di scegliere consapevolmente il proprio sguardo.
Essere Massoni oggi significa testimoniare per sè stessi e per gli altri, contro la superficialità del linguaggio. Vuol dire smascherare le catene invisibili del discorso. Vuol dire denunciare la superficialità con cui spesso si usa il linguaggio. Vuol dire accompagnare gli altri talvolta invitando, talvolta guidando, talvolta sostenendo a riflettere sul peso delle parole per fargli scegliere consapevolmente il proprio sguardo.
Perché il linguaggio è, al tempo stesso, personale e collettivo, privato e pubblico. Perché la Parola può ferire o curare. Può costruire o distruggere. Può dividere o unire. Per questo diventa importante la nostra testimonianza attiva: sta a noi scegliere se le parole saranno ferite o strumenti di cura. Se diventeranno esclusione o comprensione. Catena o liberazione.
Essere Massoni oggi significa confrontarsi con il ruolo di autori e di destinatari del linguaggio. Creare attorno a noi un'atmosfera in cui neppure gli altri possano restare inconsapevoli portatori del linguaggio portatore di miti. Bisogna trasformare il linguaggio in pneuma: principio vitale che anima, permea e connette. In atto di conoscenza, in atto di responsabilità: in strumento di libertà.

Essere Massoni oggi significa questo: trasformare la Parola. Da peso a possibilità. Da catena a scintilla: di consapevolezza.

Tommaso I. Berisi

Delta on-line

Delta on-line, erede della storica pubblicazione, ha lo scopo di comunicare più agevolmente e ad un maggior numero di lettori articoli di cultura massonica.

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