Per un buon viaggio, non pensare alla meta

Per un buon viaggio, non pensare alla meta

Riflessioni su Massoneria e contemporaneità

La Massoneria è, anzitutto, una scuola iniziatica. E l’iniziazione, oltre ad avere tutta una serie di significati e valori prettamente simbolici ed esoterici, è la prima occasione in cui il bussante ha la possibilità di misurarsi con un mondo, quello massonico, del tutto particolare.

L’etimologia del termine metodo, parola di origine greca, evoca il viaggio, ossia “la via che conduce oltre”. Ma oltre che cosa? E chi può legittimamente indicare la via o, almeno, dare qualche consiglio utile?

Facciamo subito un po’ di chiarezza. Se per metodo intendiamo una serie di formule, operazioni, azioni in grado di risolvere un problema, elargire risposte o eliminare dubbi, allora non esiste nessun metodo. È anzi opportuno liberarsi della concezione tipicamente occidentale (e così tremendamente contemporanea) del risultato a tutti i costi, possibilmente in tempi predeterminati. Affrontare il cammino iniziatico significa anzitutto emanciparsi da qualsiasi logica di profitto e prepararsi a intraprendere, invece, un percorso individuale che, in quanto tale, non ha ragione alcuna di legittimarsi attraverso forme di costante confronto, competizione e valutazione, così come accade ogni giorno nel mondo profano. È un viaggio per il quale non esistono scorciatoie, né possiamo chiedere indicazioni ai passanti; un viaggio in cui l’Iniziato avrà solo due certezze: la prima, che mai potrà ultimare il suo cammino; la seconda, il cammino medesimo. E allora come affrontare un viaggio senza che sia immaginabile un finale? Forse, individuando questo traguardo nel viaggio in sé.

Il viandante più attento avrà a sua disposizione una mappa del tutto particolare, uno strumento che lo aiuterà a fare ordine- nella sua mente: la ritualità. In quelle situazioni inizialmente incomprensibili, quasi anacronistiche, tra le maglie di quei gesti in apparenza meccanici che egli potrà intravedere la strada verso la Luce. Nei tempi e nei modi più adatti a lui, riuscirà a dare il giusto significato ai suoi passi, riempirà quegli spazi vuoti con la propria consapevolezza, la propria conoscenza, la propria esperienza.

Questa mappa è disseminata di simboli che, liberi dai vincoli e dai limiti della lingua e della scrittura, sono in grado di comunicare il loro messaggio a chiunque abbia l’attenzione e la sensibilità di osservarli. L’uso del simbolo si concilia perfettamente con il metodo massonico, in quanto una sua ipotetica interpretazione non è mai univoca, così come non esiste mai un’unica strada. Il giusto significato è soltanto negli occhi di chi lo osserva in un dato momento e in determinate predisposizioni dell’animo. Il Tempio, oltre a essere un simbolo per sé stesso, ne contiene moltissimi al suo interno, che si sveleranno (e risveleranno più volte) agli occhi dell’iniziato man mano che proseguirà nel suo cammino che, non a caso, inizia formalmente attraverso dei veri e propri viaggi di cui solo nel tempo coglierà il più profondo significato.

Ogni viaggio è sempre principio di qualcosa; è rinnovo, passaggio, rottura, trasformazione. Un viaggio non inizia nel momento in cui fisicamente ci mettiamo in cammino, ma fin dall’istante in cui lo visualizziamo nella nostra mente, con il suo bagaglio di aspettative, curiosità, impazienza. Basta una semplice scintilla, magari riaccesa dalle parole di un amico, da un buon libro oppure da un semplice ricordo per rinnovare il desiderio di ricerca e la fascinazione per l’ignoto. Intraprendere un viaggio, sia esso fisico, metafisico o sensoriale, è mettersi in cerca del significato più profondo dell’esistenza.

Non avere a disposizione un traguardo predeterminato ci aiuta a comprendere a fondo la sacralità del percorso; la romantica imprevedibilità dei passi del viandante ci permette di soffermarci sul vero obiettivo di qualsiasi viaggio, ovvero esplorare le oscure profondità di noi stessi.

 

Ma come fare? Chi può indicare al viandante la corretta via da percorrere? 

Per fortuna, nessuno. Basta incamminarsi. Non appena si intraprende la via, essa appare agli occhi di chi la percorre.

 

"Tutto quello che chiedo è il cielo sopra di me e una strada ai miei piedi” (R. L. Stevenson)

Delta on-line

Delta on-line, erede della storica pubblicazione, ha lo scopo di comunicare più agevolmente e ad un maggior numero di lettori articoli di cultura massonica.

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