Uno sguardo ermetico alchemico al viaggio di Ulisse

Uno sguardo ermetico alchemico al viaggio di Ulisse

Per analizzare il viaggio di Odisseo, occorre prima di tutto capire il momento storico in cui è stato scritto, perché si deve partire da un altro punto di vista che non sia quello semplicemente letterario, ma più spirituale. È importante comprendere il periodo in cui Omero (o chi per lui) ha scritto l’Odissea; vale a dire il periodo della Tradizione, cioè Trasmissione, dall’Eden a Socrate, ovvero dall’essere perfettissimo all’uomo razionale. 

 

 Quindi sicuramente un punto di vista completamente diverso da quello fisico o letterale. Occorre dunque fin da subito concentrarsi su di un viaggio di carattere essenzialmente spirituale, “il viaggio interiore che ti tiene in vita” come lo definisce Tiresia nell’incontro con Odisseo nell’Oltretomba.
Dobbiamo a questo proposito tenere presente anche la quadruplice lettura dei testi definiti sacri. Oltre il piano di analisi Letterale, vi sono infatti altri gradi di profondità: quello Morale, quello Allegorico ed infine quello Anagogico.
Queste quattro letture si completano l’una con l’altra, infatti, citando la Divina Commedia (lettera di Dante a Can Grande), possiamo affermare che la parte cosiddetta letterale è molto gradevole, ma viene arricchita dalla visione morale che vi è contenuta; inoltre se riuscissimo anche a vederlo in chiave allegorica potremmo arrivare, probabilmente con qualche sforzo ulteriore, anche alla visione anagogica, vale a dire a scoprire la via che ci può portare verso la strada della Perfezione, la strada verso Dio oppure, come viene definita in altri ambienti, verso Il Grande Architetto dell’Universo.
Questi diversi livelli di lettura, arricchendosi vicendevolmente, ci consentono di perfezionare la nostra visione del Tutto, aiutandoci a comprendere fino in fondo il significato più profondo dell’opera che stiamo leggendo.
Naturalmente questo è uno sforzo ulteriore relativamente alla nostra lettura ma, come nel nostro caso, soltanto leggendo il Viaggio di Odisseo in questo modo, vale a dire in chiave esoterica nonché ermetica, potremo sperare di capire fino in fondo come possa essere il cammino verso la Perfezione, verso la Conoscenza, e quindi incamminarci alla ricerca del nostro miglioramento.
Infatti se analizziamo bene il testo ci possiamo facilmente rendere conto che questo viaggio, dal punto di vista geografico letterale, non ha alcun senso, ma se lo osserviamo dai due punti di vista sopra citati potremo averne una visione molto più chiara.
Prima di questo nostro studio, nessuno si era mai cimentato nell’analisi attenta dell’Odissea, tranne il grande James Joyce, il quale sostiene che Odisseo nel suo percorso affronta 12 prove, visione sicuramente molto interessante anzi direi determinante per iniziare il nostro cammino nella comprensione dell’opera.
Come probabilmente molti sapranno al numero 12 è stata da sempre attribuita un’importanza capitale, esattamente come nella lettura che stiamo esaminando. Sono 12 infatti:

le tribù di Israele;

gli apostoli;

i segni zodiacali;

le colonne nel Tempio di Salomone;

le chiavi della filosofia;

le operazioni alchemiche;

ma, soprattutto,

le fatiche di Eracle, che nel significato filosofico rappresentano la mistica spirituale. Le fatiche infatti sono una sorta di “cammino spirituale”, vale a dire un percorso in cui ciascuno di noi è chiamato a compiere tutti gli sforzi necessari per superare le 12 sfide dell’anima attraverso le quali si svilupperà il proprio cammino (viaggio) evolutivo prima di raggiungere la Perfezione. Occorre in ogni caso specificare come la così detta Perfezione, in tutta la letteratura definita sacra è sempre rappresentata da un oggetto d’oro: le mele di Ercole, l’Arca di Mosè, il vello di Giasone, il santo Graal di Artù, il Calderone Celtico, la ricerca dei Templari nonché il lavoro degli Alchimisti, etc. etc.
Occorre però anche dire che nelle antiche iconografie l’Oro, che come abbiamo visto rappresenta allegoricamente la Perfezione, è sempre rappresentato da un cerchio con un punto centrale e stranamente nelle stesse occasioni anche l’isola è rappresentata in questo modo, quindi viene facile la conclusione di comprendere come Odisseo, impegnato proprio nella ricerca dell’isola natìa, fosse in effetti anche Lui alla ricerca dell’Oro della Perfezione.

A questo punto dobbiamo necessariamente esaminare tutte le prove e i combattimenti sostenuti da Odisseo nel suo viaggio, proprio come dovrà fare ognuno di noi per raggiungere lo stesso obiettivo.

1°) Ciconi. La prima tappa è la Tracia, dal punto di vista letterale alleata di Troia Comandata dal Re Ismaro. Qui Odisseo vince e supera la prova ma perde 72 compagni (altro numero sacro, 72 erano i discepoli che, come riporta Luca, Cristo inviò ad annunciare la venuta del nuovo Regno in rappresentanza dei 72 popoli del mondo descritti nell’Antico Testamento). Esotericamente si tratta della prima purificazione. Odisseo combatte e vince contro un nemico reale, il più vicino, quindi il più facile da identificare; da un punto di vista Morale questo nemico può rappresentare le più frequenti debolezze dell’animo umano come l’egoismo, l’invidia, etc.);

2°) Lotofagi. Forse nell’attuale Libia? La lotta qui è contro l’oblio della Patria, che allegoricamente si vorrebbe dimenticare per non dover affrontare un pericoloso e lunghissimo viaggio di ritorno, dopo una durissima guerra combattuta a Troia;

3°) Polifemo (1° mostro). È la battaglia contro l’Ignoranza, contro gli istinti che annebbiano il cervello e non ci fanno avvertire la vicinanza dei pericoli (come capita a chi abbia un solo occhio, impossibilitato quindi a percepire correttamente le distanze). Odisseo vince e ottiene il battesimo del Fuoco di cui i Ciclopi sono signori, essendo i primi allievi del dio Vulcano. (1° Principio);

4°) Naufragio sull’Isola del dio Eolo. Qui, nonostante il naufragio, si salvano tutti; anche per questo Odisseo ottiene la stima di Eolo, ossia il Battesimo dell’Aria (2° principio): “il mare non è nulla senza il vento (…) sei il primo mortale che usa il cervello”, dice Eolo ad Odisseo;

5°) Lestrigoni. Il nostro Eroe combatte qui contro la Brutalità e l’Arroganza, come dovrebbe fare ogni uomo, ma perde molti dei suoi (2° purificazione);

6°) Approdo all’Isola di Circe. La meravigliosa semidea, figlia del dio Sole già conosciuta nelle Argonautiche ed in qualche modo rappresentante della sapienza divina così come Rachele, Arianna e Beatrice. Essa sarà determinante nel completamento spirituale dell’uomo perché, come sostiene Elemire Zolla: “L’uomo matura interamente a patto di affrontare, comprendere ed assorbire in sé la donna”. Odisseo ottiene il Rito di trance totemica che identifica l’uomo prima della piena manifestazione con il Matrimonio ierogamico (tra un dio ed un essere umano), quindi la benedizione che gli permetterà di discendere agli Inferi;

7°) Cimmeri. La catabasi (discesa agli Inferi) è un momento elevatissimo ottenuto grazie proprio a Circe, fondamentale dal punto di vista spirituale come per Dante, Orfeo, Enea, Eracle… e ottenere la profezia, vale a dire Passato Presente e Futuro;

8°) Isola della Sirene. (2° Mostro) Le Sirene sono i geni della Morte, con il corpo di donna e la coda di uccello, come le Erinni. Esse tentano Odisseo promettendogli la conoscenza onnisciente, che fa perdere i propri legami familiari e civili, interrompendo quindi il proprio “viaggio nella vita”. Esse verranno trasformate in pietre. Questo è un combattimento contro le illusioni fallaci e quindi le Idee ingannatrici, operazione che dovrebbe essere fatta da ogni uomo;

9°) Passaggio tra Scilla e Cariddi (3° Mostro) Odisseo si allontana da Cariddi, perché ritenuto più pericoloso, ma così facendo si avvicina a Scilla, già parricida di Minosse; il mito racconta che era stata trasformata da Circe in un mostro con 12 piedi, 6 colli e 6 teste. In questo caso si potrebbe parlare di un combattimento contro le forze della Natura che sovente ostacolano l’uomo nel suo viaggio;

10°) Arrivo all’Isola del Sole. Nell’isola di Iperione (il dio Sole), contrariamente alla sua volontà, Odisseo cede ai consigli dell’equipaggio rimasto, in grande sofferenza a causa della fame. Presto decidono di mangiare carne senza rendersi conto che si tratta delle vacche sacre di Iperione. In questo caso il nostro Eroe combatte contro i consigli falsi e negativi e la punizione di Iperione arriva dopo la loro partenza, in un naufragio nel quale annegano tutti i suoi Compagni (3° Purificazione);

11°) Arrivo nell’isola di Ogigia. Dopo quest’ultimo, pesante naufragio, Odisseo arriva nell’isola di Calipso, dove resterà per 7 anni. Qui, così come accadde da Circe, l’eroe combatterà contro il falso Amore e contro il falso Obiettivo, vale a dire l’immortalità offertagli da Calipso (Semidea). Verrà di nuovo salvato da Ermes esattamente come era successo da Circe;

12°) Arrivo all’Isola dei Feaci. Dopo essere partito con un naviglio di fortuna e ormai completamente solo, Odisseo subisce un ultimo naufragio, l’epilogo filosofico del viaggio. Affronta un combattimento, finalmente definitivo, contro il dio del mare Poseidone, il quale lo ha osteggiato durante tutto il viaggio; ma anche questa volta, usando la Ragione come predetto da Eolo, Odisseo prevale, perché capisce la nullità dell’uomo senza gli dei e ottiene il terzo principio, vale a dire il battesimo dell’acqua.

È giunto il momento di abbozzare le prime conclusioni.
Durante tutto l’arco del viaggio, sono intervenuti tre Dei; Iperione ovvero Il Sole, Eolo il vento, Poseidone il mare. Essi sono la rappresentazione dei tre elementi Fuoco, aria, acqua.
Attraverso queste prove Odisseo ottiene tre iniziazioni che, vincendo i mostri, gli permetteranno di superare:

1°) L’ignoranza e gli istinti che annebbiano il cervello;

2°) Le illusioni fallaci e le idee ingannatrici;

3°) Le forze della Natura che qualche volta osteggiano l’uomo.

Superandole ottiene tre purificazioni, che di volta in volta aiutano Odisseo, ovvero l’Uomo, a eleminare ciò che è inutile ma soprattutto che potrebbe anche essere dannoso. Sono quindi evidenti segni alchemici; non a caso egli termina il viaggio da solo, come succede a ogni Uomo nella sua esistenza.
Dodici prove quindi, vinte passando attraverso dodici punti che sono fondamentali nella vita spirituale di ogni uomo che voglia essere libero e di buoni costumi (aspetti che sono alla base degli insegnamenti di tutte le organizzazioni ma, soprattutto, di tutte le scuole iniziatiche, esoteriche, religiose e filosofiche).

A questo punto occorre ancora capire perché la Perfezione è Itaca? e perché occorre sostenere dodici prove?
Iniziamo da Itaca, la petrosa isola che in tutte le Tradizioni rappresenta il centro primordiale spirituale, polo della navigazione, come già accennato, punto centrale nella circonferenza quindi anche geroglifico del Sole e dell’Oro. Esempi fondamentali possono essere la mitica Atlantide, isola d’oro, il Monsalvat nella Tradizione Arturiana, l’isola bianca di Visnù, il tempio Khmere (Prasat Kok Po) su di un’isola, il Paradiso terrestre dei Musulmani, Zeus che nasce su di un’isola, l’isola Sacra di Minosse, Noè arriva con la sua Arca su quella che alla fine del Diluvio è ancora un’isola, Il Nirvana è idealmente su un’isola, in Alchimia la Pietra Filosofale ha l’origine su una sorta di Isola nel Crogiolo esattamente come dice Mosè nella Genesi: “Galleggerà sulle acque del Caos fino alla formazione del nuovo Corpo”. Ecco la ricerca della pietra filosofale.

E le dodici prove?
Il 12 è da considerarsi il più Sacro dei numeri, perché indica la ricomposizione della totalità spirituale dell’uomo nella pienezza e nell’armonia indicando la conclusione di un ciclo compiuto dall’Anima dell’uomo che si riunisce finalmente con il suo Dio.
Qui occorre andare molto lontano, addirittura al Capodanno babilonese, celebrato nel periodo dell’equinozio di Primavera, i cui festeggiamenti duravano 12 giorni. Infatti era stato calcolato che l’anno Lunare durasse 353 giorni, vale a dire 12 giorni in meno di quello Solare che già anche per loro era di 365 giorni. Ed essendo che dal punto di vista religioso-filosofico il Sole era la rappresentazione del Dio e la Luna la rappresentazione dell’Anima Umana, l’Uomo doveva superare questi 12 giorni attraverso una prova durissima quotidiana per riunirsi spiritualmente al suo Dio ed ottenere l’unità necessaria per raggiungere dunque la perfezione e tornare di conseguenza alla dimensione divina, in una perfetta e simbolica chiusura del viaggio.

Pietro Agù

Delta on-line

Delta on-line, erede della storica pubblicazione, ha lo scopo di comunicare più agevolmente e ad un maggior numero di lettori articoli di cultura massonica.

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